28 marzo 2014

Vestitino e scarpine primavera baby 3-6 mesi











Carissime, 
Mission possible: realizzare un vestitino per una splendida bimba di tre mesi, qualcosa di colorato, di leggero, grazioso ma non lezioso, per questa “prima primavera” della sua vita.
Partito il progetto, Diana del XXI Secolo vado a caccia dell’idea. Al computer visiono foto su foto, schemi scritti in tutte le lingue del mondo, dal tamil all’ugrofinnico, ma niente, nada de nada, non scatta quel quid, quell’impulso, la scintilla che ti fa esclamare entusiasta “ok, sì è questo, ho trovato quello che cercavo” e detto ciò, come per un riflesso condizionato, inizi a sentire un “friccico” alle mani, il bisogno impaziente di mettere mano all’uncinetto. Poi una mattina, in altre faccende affaccendata, Eureka! la lampadina si accende come accade ad Archimede Pitagorico dopo l’uso del cappello pensatore, l’idea c’è, finalmente! Farò un vestitino con un gran bel fiore sopra, realizzandolo con la tecnica del Tapestry crochet. Sulla carta tutto facile, tant’è che mi metto subito all’opera. Realizzo lo schema del vestito, faccio un campione di maglie in modo da regolare le dimensioni del fiore ed entusiasta inizio … Ma l’intoppo è subito dietro l’angolo. Avevo considerato proprio una gran trovata la peculiarità del modello, c’est à dire il fiore realizzato non in rilievo o ricamato ma ottenuto cambiando semplicemente colore del filato durante la normale lavorazione. Me sbadata, non avevo considerato il fatto fondamentale che la tecnica Tapestry crochet oltre ad essere realizzata a punto basso, è eseguita sempre nello stesso verso -per intenderci, senza girare il lavoro-: in caso contrario si vedono i fili e il disegno non è netto. Sbagliando, comunque, s’impara. Faccio e rifaccio, una e più volte, provo con l'uncinetto tunisino ma il risultato non mi soddisfa ed allora tabula rasa, azzero tutto e ritorno alla grammatica essenziale, rileggo con pazienza certosina la spiegazione della tecnica base Tapestry crochet et voilà Salagadula Magicabula … -scusate oggi sono in trip Disney-, come per magia, trovo la soluzione perfetta.
Mentre un gran bel tulipano stilizzato si materializzava via via che il vestitino prendeva forma, a tutto sprint la sottoscritta realizzava il dietro, le maniche ed il confezionamento ad hoc: cuciture, bottoncini dietro, il fiocchetto  e dulcis in fundo, un piccolo taschino a forma di cuore davanti.



lana  rosa corallo e rosa pesca

particolare del tulipano stilizzato e del taschino a forma di cuore
Voglio strafare. E se ci abbinassimo delle scarpette in coordinato? Pensato, detto, fatto, per la serie va dove ti porta l’uncinetto.




La mamma è rimasta contenta, alla piccola meraviglia sta tutto alla perfezione, chissà che presto non mi arrivino anche le foto... ;)


Coraggio, siate creative…
ed adesso che la primavera è arrivata ancora, molto, molto di più|!
Un abbraccio a tutte voi
Melissa

25 marzo 2014

Giostrina baby eco, handmade e last minute

Carissime,
il post è già tutto nel titolo, tanto quanto l’idea era già tutta nella richiesta.
Una cara amica, mamma felice di una splendida femminuccia mi dice: "Me lo faresti un bel gioco colorato per la mia bimba?"
Il classico invito a nozze, come sventolare del buon groviera davanti ad un topolino affamato. Questo significa -potrete certo comprendermi, vero?- farsi la fama di creative, veniamo in fretta considerate una specie di Mary Poppins dell’handmade, al quale si può chiedere tutto, vabbè diciamo quasi tutto. E la cosa, se non si era capito, ci fa un piacere sfrenato. Vita brevis, ars longa ... quanto avevano ragione i latini, una vita non basta per realizzare tutto ciò che vorremmo, per inventare praterie infinite sulle quali far correre tutti i nostri sogni creativi. Anche per questo motivo ogni occasione è buona per innovare, per osare, per sperimentare. Quindi alla domanda di cui sopra, la risposta è stata un sicuro, sonoro, squillante “Certo che sì!”, con l’aria furbetta dell’artigiano provetto che sa il fatto suo. In realtà, se escludiamo una serie di sonagli  gatti amigurumi realizzati un bel po’ di tempo fa,  ehm…la verità è che non mi sono mai dedicata ai giochi per l’infanzia …Comunque, continuo imperterrita col latinorum, mater artium necessitas, ovvero la necessità aguzza l’ingegno, qualcosa m’inventerò di sicuro, indietro non si torna, ciò che è detto è detto.
Succede poi a noi creative capatosta che la fatina del lampo di genio, la famosa amica e protettrice di tutte le scombiccherate fanatiche dell’handmade come noi, viene spesso in nostro soccorso e sedendoci discreta accanto accende la lampadina giusta al momento giusto, sussurrandoci all’orecchio la soluzione migliore per la bisogna. In questo caso il coniglio uscito dal cappello è una simpatica giostrina colorata da realizzare in modo semplice, che più semplice non si può. Ecco come ho fatto. Primo step: ho recuperato dalle bottiglie in pet dell’acqua minerale gli anellini in plastica ed ho iniziato a rivestirli, poi ho realizzato un fiore, un altro ed un altro ancora giocando con i colori della lana. Secondo step: ho agganciato gli anellini ad un altro rivestito che funge da appendino e per concludere ho aggiunto qualche bel sonaglio.
Et voilà –ecco la giostrina fiore 







Non paga, ne  ho poi realizzata un’altra con tanti anellini colorati riflettendo sul fatto che i bimbi amano tantissimo afferrare qualunque cosa gli passi sotto il naso. 









La ricompensa più bella per il mio crochettare?
Il sorriso entusiasta e compiaciuto della piccola quando ha stretto nella manina, manco a dirlo,  il suo nuovo gioco eco handmade.
L’appetito creativo vien creando, ho già in mente la prossima giostrina … 

Intanto mi rileggo La giostra di Cesenatico una bellissima storia di Gianni Rodari che mi è tornata alla mente e che ho ritrovato in un  bel sito dedicato alle mamme.



Coraggio, siate creative!
A preso, Melissa



21 marzo 2014

Primavera dolce primavera

Carissime, 
ci siamo: è arrivata !
Ed io messa a dura prova da un fastidioso (doloroso, importuno ed inopportuno) mal di schiena, dalla mia postazione di forzata immobilità, chiudo gli occhi e aspiro voluttuosamente l'aria tiepida e dolce di questo 21 marzo, il primo giorno di primavera. E allora prendo il volo oltre la finestra aperta della mia stanza e sono tra campi fioriti e profumati mossi da una leggera brezza, sono su di una spiaggia a correre come una bambina sulla battigia, provando brividi di piacere quando l'acqua ancora fredda mi lambisce i piedi nudi, mangio un gelato guardando un bellissimo tramonto con ancora sulla pelle la carezza del primo sole primaverile. Sorrido pregustando l'indolenza dei giorni che verranno, amo immensamente il senso di trasgressione che ogni anno a primavera mi fa sentire ancora come una liceale pronta a marinare la scuola perché la giornata risplende di luce, perché la pelle scoperta vibra di voglia di libertà, perché il cuore esulta di gioia e mi prende un desiderio di frivolezza, di sana leggerezza e senza pudore, per la irrimediabile stonatura, canticchio a squarciagola il ritornello del tormentone di Pharrell Williams  che sta or ora passando alla radio: 
 Because I’m happy
Clap along if you feel like a room without a roof
Because I’m happy
Clap along if you feel like happiness is the truth
Because I’m happy

 ... Happy ,  per l'appunto.

Con buona pace della mia schiena, mi sono comunque divertita a realizzare qualche fiore a crochet, trovato la forza per fare le foto ed il tempo per elaborarle con scritte di buon augurio, di pensieri e con un degli haiku  del grande maestro Kobayashi Issa.  








   

Non mi resta che augurarvi una felicissima primavera!



Coraggio, siate creative!
Alla prossima, Melissa

1 marzo 2014

Festa delle donne? No grazie, anzi sì ma a modo mio





Carissime, 
questo blog nato per parlare di uncinetto, inevitabilmente parla di tanto altro e altrettanto inevitabilmente, sfidando la mia quasi patologica ritrosia a dire di me, qui vi racconto di ciò che amo, dei miei gusti e perché no, anche delle mie antipatie.
A tal proposito, avete presente quando "a pelle", ancor prima che razionalmente, una tal persona, un oggetto, un'idea, proprio non vanno giù? Ecco, è proprio questo il caso della cosiddetta festa delle donne, oramai vicinissima. Questa ricorrenza mi fa venire l'orticaria, proprio non la sopporto, la trovo una farisaica pagliacciata di pessimo gusto. Quanno ce vò ce vò!
Io sono per noi donne al 110% -e ci mancherebbe!- e proprio per questo non credo che siamo una specie protetta in via d’estinzione, da difendere, da incensare  per un solo giorno all'anno, con una falsa, tremendamente fastidiosa retorica  che sgocciola come un’insulsa ed appiccicosa melassa. E vogliamo parlare delle cene che l'otto di marzo si organizzano per le donne, esclusivamente per loro, con menù ad hoc, infarcendo il tutto con qualche squallido spettacolino hot "women only" ?
Per carità di patria sorvoliamo o come dicevano i nostri padri stendiamo un velo pietosissimo su tutto ciò. Per grazia di Dio io ho un’idea ben precisa di ciò che è la donna, o almeno di ciò che dovrebbe essere, ovvero ben altra cosa rispetto a ciò che queste carnevalate vorrebbero dare ad intendere, quindi l'otto marzo nada de nada, grazie tanto ma  passo oltre e guai a farmi gli auguri, si rischia di ricevere in cambio non un compiaciuto sorriso di cortesia ma una delle mie famose pungenti e sferzanti  rispostacce.
C’è poi un  aspetto che proprio mi fa quasi urlare di sdegno ed è l’utilizzo indiscriminato di fiori di mimosa: vi siete mai soffermati a guardare un albero di mimosa in fiore? E’ uno spettacolo che mette gioia, che dà una sensazione di freschezza, con il cuore che esulta per la primavera in arrivo… Ed invece tali meraviglie vengono denudate di prepotenza e se ne fanno tanti rametti, spesso orribilmente spelacchiati perché tenuti in frezeer, infiocchettati, striminziti, senza odore e per giunta carissimi, insomma uno strazio. E allora se proprio dovete e volete ad ogni costo festeggiare l’otto marzo, ebbene, almeno non fatevi regalare la mimosa ed in alternativa fatela voi, magari all’uncinetto: io ne ho fatto una spilla.





Oppure indossate qualcosa di giallo come la stola che ho realizzato in un batter d’occhio (è davvero facile da fare) a maglia rovescio con i ferri grossi: calda, leggera e che vi vestirà sicuramente di festa.








Per concludere care amiche mie, ritengo proprio si sia capito, per me la festa della donna è 365 giorni all'anno, un giorno in più nei bisestili. E su questo credo che ognuna di noi, pro o contro l'otto marzo che sia, possa trovarsi assolutamente d'accordo.

Un caro abbraccio creative a tutte,
Alla prossima, Melissa 


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